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“Non si è trattato di immaginare un progetto che funzionasse. Ci siamo messi al servizio delle situazioni e delle persone che incontravamo. Condividendo il lavoro, ci siamo accorti che rispondevamo innanzitutto a un bisogno nostro e dei nostri ragazzi: l'esigenza di luoghi e di rapporti in cui sentirsi accolti, tanto da poter accettare di crescere e cambiare insieme.”
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