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"Quando tornai a casa raccontai ai miei amici più cari quello che avevo visto e proposi a tutti di prendere sul serio lo stupore di cui Lorenzo mi aveva parlato. Ciascuno si mise in moto con modalità diverse. Uno venne subito a lavorare con me. Altri continuarono il proprio percorso professionale mettendo a disposizione ciò che sapevano fare – l’amministrazione, le relazioni pubbliche, la partecipazione al lavoro con la caritativa serale. Cominciammo a lavorare in quattro: io, il mio amico e due persone disabili con una formula di tirocinio. Partimmo in un capannone che ci sembrava immenso e che riempivamo sì e no per metà. Fondammo una cooperativa e la chiamammo "Solidarietà Intrapresa”."
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