Ogni persona ha in sé una dignità che neanche la peggior malattia può offuscare. Riconoscerlo è un gesto semplice, che però sovverte gli schemi soliti e introduce a una novità continua nella vita e nel lavoro. Partendo da questo sguardo, accogliere non è più espressione di una generosità sentimentale ma diventa modalità privilegiata per crescere. L'educazione coinvolge profondamente chi educa. Non si tratta di progetti standard o di regole da inculcare: è una scommessa su di sé, prima di tutto. Una sfida per chi è chiamato a educare. Quanto più uno si lascia provocare e mettere in discussione dalla realtà che incontra, tanto più sarà in grado di creare un contesto che favorisca la mossa dell'altro, aiutandolo veramente a crescere. Senza avere la pretesa dell'impossibile, valorizzando interessi e capacità originali di ciascuno. Educare è accettare ogni giorno questa sfida avvincente.